Mi dicono che ormai i Gojira sono mainstream, e quindi molto apprezzati e conosciuti anche fuori dal panorama metal.
Anche se io non ne sono veramente sicura, lo spero vivamente, perchè hanno fatto uno degli album che mi ha riempito le giornate nel 2016 (Magma).
Oggi però, voglio parlarvi dell'album precedente, The Way of All Flesh, che è anche il mio preferito.
I Gojira sono un gruppo death metal francese. Hanno alle spalle una gavetta impressionante e il loro attuale successo se lo meritano tutto. Nati nel 1996, hanno negli anni accompagnato in tour artisti come Cannibal Corpse, Sepultura, Lamb of God, fino a quando nel 2009 finalmente hanno avuto il loro tour come headliner.
The Way Of All Flesh è il loro quarto album, pubblicato nel 2008, ed è l'album con il quale hanno voluto raccontarci la loro visione della vita e della morte.
La copertina, dal significato abbastanza chiaro, è stata disegnata da Joe Duplantier, voce, chitarra e spesso produttore dei Gojira nonché fratello di Mario, che troviamo invece alla batteria.
Ma iniziamo a preparare i nostri gnocchi con Oroborus.
Ingredienti (per 4 persone)
300 g di polpa di zucca
300 g di patate
150 g di farina 00
sale
Il lavoro che ci aspetta è lunghino, ma potremo farci compagnia con la voce di Joe che già dalle prime battute dell'album sembra indicarci tutto quello che dobbiamo aspettarci da loro.
E' strano che la prima canzone di un album sia anche la mia preferita. Eppure in questo caso è così. Mi piace molto l'atmosfera, la voce di Joe, quasi urlante e straziante, la batteria che incalza il tempo. Insomma, mi piace.
Mettete le patate in acqua fredda e portate a ebollizione. Lasciate cuocere per un po' (ci vorrà un'oretta). Se avete delle patate vecchie sarà perfetto: contengono meno acqua e potrete usare meno farina.
Tagliate la zucca a fette e mettetela in forno a 200° avvolgendola con della stagnola, come a creare un nido.
Dovete aspettare fino a quando la polpa non diventerà morbida, quindi circa una mezzoretta.
Scegliete una zucca a polpa bella arancione e dolce, se possibile.
La cottura in forno è la migliore per i nostri scopi perchè asciuga la zucca. Se decidete di fare gli anarchici e bollirla, vi troverete con una polpa piena di acqua, dovrete usare chili di farina, scelta che renderà i vostri gnocchi duri alla cottura.
Una volta pronta, togliete la zucca dal forno e con un cucchiaio scavatene la polpa, poi schiacciatela bene con una forchetta.
Se la vedete ancora molto umida, passate al piano B.
Stendete con un cucchiaio la polpa su una placca e rimettetela in forno per altri 10 minuti. Se avete il forno ventilato, tanto meglio.
Passiamo da Toxic Garbage Island e A Sight To Behold, a Yama's Messanger. Sono sicura che a questo punto mi starete già dando ragione riguardo alla scelta dell'album.
Forse, per un verso, è anche scocciante: le canzoni sono belle, tutto è dove deve essere, la voce, la batteria, la chitarra, la produzione è ben bilanciata.
Quando anche le patate saranno cotte, pelatele - ancora da calde - e passatele con lo schiaccia patate.
Mischiate le patate e la zucca e lasciate raffreddare un pochino, almeno fino a All the Tears.
A questo punto, prendete la vostra farina e pian piano unitela al composto di patate e zucca. Non aggiungetela tutta in una volta, ma piano piano.
Il tema farina è delicato, perchè meno farina riuscite ad usare, meglio è. E la quantità dipende molto dalle patate, dal clima e da come vi siete svegliati la mattina.
Il mio consiglio comunque è di non esagerare. Più farina metterete più gli gnocchi in cottura diventeranno duri (lo so, l'ho già detto mille volte).
Aggiungete il sale e impastate tutto per bene.
Mentre impastate, ascoltate Adoration for None, un ottimo esempio dell'ambientalismo - e anche della misantropia - che troverete spesso nelle loro canzoni. Everyone is doing their best to destroy it.
Una volta ottenuta una bella palla liscia, tagliate un pezzo di impasto e formate dei cordoni della circonferenza di due o tre centimetri. Tagliateli ogni due o tre centimetri.
Ora dovete fare quello che le vostre nonne hanno sempre fatto: passate gli gnocchi sui rebbi di una forchetta, così da avere le classiche e caratteristiche righe. Che non sono solo di bellezza, ma che permettono al condimento di aggrapparsi alla pasta e non scivolare via.
Mentre lo fate, ascoltatevi e perdetevi la seconda parte dell'album, che inizia con the Art of Dying, passando attraverso ad Esoteric Surgery, Vacuity e Wolf Sown the Earth.
Disponete gli gnocchi pronti su un vassio ben infarinato.
Ecco fatto.
Ora tutto quello che dovete fare è mettere l'acqua a bollire e lessare gli gnocchi pochi minuti. Con una schiumarola raccoglieteli pian piano che vengono a galla, e conditeli come più vi piace.
Io, che faccio schifo, ho optato per della pancetta saltata e una grattuggiata di pecorino.
Quando arriverete al brano finale, The Way of all Flesh, abbiate la pazienza di aspettare anche la ghost track.
Leave behind the loved ones and all you know
Do not be afraid and let yourself go.
Do not be afraid and let yourself go.
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