Gli Slice the Cake sono un gruppo definito progressive e deathcore, che unisce musicisti australiani, inglesi e svedesi. Chiaramente, data la non agevole collocazione geografica, non suonano spesso insieme, soprattutto live, ma nel 2016 hanno pubblicato un concept album, Odyssey to the West, che forse non incontrerà i gusti di tutti ma che io trovo bellissimo.
La nota negativa è che, pur essendo un capolavoro, questo è l'ultimo album degli Slice the Cake: subito dopo l'uscita, infatti, il gruppo si è sciolto. A quanto pare la pubblicazione è avvenuta senza il consenso di uno dei compositori, che non l'ha presa benissimo.
Il concept è ispirato all'allegoria cristiana dal titolo breve "The Pilgrim's Progress from this World to that witch is to come delivered under the Similitude of a Dream" di John Bunyan.
Anche qui abbiamo un protagonista in cerca del trascendente e del sacro che si lascia alle spalle tutto quello che ama per allontanarsi da un mondo ormai decadente.
Mentre per Bunyan il punto di arrivo è una Città Celeste, qui il nostro viaggio è verso una Montagna Sacra.
Bisogna precisare che Odyssey To The West è la seconda parte di un viaggio che inizia con un altro album, Odyssey To The Gallow, nel quale la storia prende inizio. Ma noi sorvoliamo altrimenti non la finiamo più.
E con cosa dobbiamo assolutamente avere con noi per affrontare un lungo viaggio introspettivo verso la nostra parte più oscura ed alla ricerca di Dio, se non degli ottimi cookies con cioccolato e ribes?
Ingredienti (per una ventina di cookies)
260 g di farina 00
170 gr di burro
150 g di zucchero di canna (o brown sugar sarebbe meglio)
120 di zucchero semolato bianco normale
2 uova
un cucchiaino di lievito per dolci o bicarbonato
50 g di cioccolato fondente
50 g di cioccolato al latte
100 g di ribes rossi
L'album è abbastanza lunghino, sono circa 1 ore e venti di musica. Ma avrete tempo per ascoltarlo tutto, partendo dalla prima sezione, The Exile Part. I e II.
Il nostro pellegrino decide di partire lasciando la sua amata. E' assalito dalle domande e dal bisogno di trovare delle risposte. Nella seconda parte, in particolare, si sofferma in una lunga descrizione del luogo da cui si sta allontanando, The City of Destruction, dove regna solo la decadenza e l'arroganza dell'uomo. La musica esprime una rabbia profonda, alternata a malinconiche prese di coscienza
Mentre l'ascoltate, iniziate a preparare gli ingredienti.
Il burro ci servirà morbido, quindi lasciatelo fuori dal frigorifero per una mezzoretta. Lavate e sgranate il ribes, e tagliate a pezzettini la cioccolata.
Quando il burro sarà pronto, unite gli zuccheri e iniziate a lavorarlo con un cucchiaio di legno, fino a quando non otterrete una screma morbida e omogenea.
Aggiungete quindi un uovo intero e un tuorlo e continuate a mescolare bene fino a quando non è tutto ben amalgamato.
Ora aggiungete la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale.
Per ultimi, unite i ribes e il cioccolato.
Stone and Silver è la seconda parte del nostro viaggio. Il nostro amico inizia a riflettere sull'inconsistenza del materiale, mentre la musica accompagna le sue riflessioni. Il cantato in questa parte è spettacolare. Iniziano gli incontri, ed il primo è con un mostro cornuto che vive in una caverna. Iniziano anche le collaborazioni e in questo brano abbiamo un alternarsi di voci che danno vita ai due personaggi.
Mentre ascoltate, continuate a mescolare ed otterrete un panetto dalla consistenza molto appiccicosa. Copritelo con della carta da forno e mettetelo in frigorifero almeno un ora. Tre sarebbe meglio. Tutta la notte sarebbe perfetto.
Avete comunque in tempo di ascoltarvi la terza e la quarta parte.
L'inizio acustico di Westward Bound ci accompagna in una nuova fase del nostro viaggio. Il pellegrino continua a pensare a quello che ha lasciato, forse più con paura che con malinconia, e la voce di Gareth Mason è quasi straziante in questo brano.
Approdiamo poi in Castle in the Sky, che non posso definire semplicemente una ballata. Il Pellegrino inizia a ripensare a quello che ha lasciato indietro e soprattutto alla sua amata. L'apice della malinconia e del dolore è rappresentato dal brano successivo, Unending Waltz, dove la disperazione della solitudine è così forte che quando l'ascolto mi viene quasi la pelle d'oca.
Nel frattempo, mentre tutto questo dolore si impossessa di voi e del vostro stomaco, accendete il forno a 180 gradi e riprendete il vostro impasto che a questo punto si sarà rassodato.
Se avete un cucchiaio per le palline del gelato, è il momento di usarlo. Vi servirà per creare delle porzioni omogenee. Se, invece, ne siete sprovvisti (come me), usate un cucchiaio normale per prendere parti più o meno sempre uguali di impasto e formate poi delle palline con le mani.
Mettete le palline sulla placca ricoperta da carta forno, ben distanziate una dall'altra. In cottura si spiaccicheranno, quindi evitate di ritrovarvi con un solo gigantesco cookie grosso come tutta la teglia.
Io ho cotto nove palline alla volta per circa 13 minuti.
Il tempo di cottura varia un po'. Alcuni dicono di cuocerli a 160 per 40 minuti, altri 190 per 10 minuti.
Io ho trovato il giusto equilibrio a 180° per 13 minuti esatti.
Come dei bravi Pellegrini, trovate il vostro.
L'ultima parte dell'album, Ash and Rust, è caratterizzata dall'apice del tormento. Il pellegrino ci ripensa e vuole abbandonare il sentiero, fino a diventare un Uomo senza volto. La disperazione aumenta fino a The Holy Mountain. La Montagna Sacra forse non è un vero luogo ma una rivelazione. Forse il vero senso del pellegrinaggio era il percorso non l'arrivo. Il brano ritorna a parlare della condizione umana, dell'incessante bisogno di mettersi alla ricerca della verità .
Anche voi avrete raggiungo la vostra meta quando i cookies inizieranno a colorarsi. Una volta pronti, toglieteli dal forno ma lasciateli raffreddare sempre appoggiati su un piano. Ancora caldi saranno morbidi, ma raffreddandosi otterrete dei cookies duri fuori ma morbidi dentro.
Non vorrei spoilerarvi la fine.
Ma come in ogni Odissea, alla fine il Pellegrino capisce che tutto quello che deve fare è tornare indietro.
I have come so far from home only to find I must return.
And I am sorry.
But I have nothing else to say.

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